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Gli Enti di promozione sportiva

Da statistiche recenti risulta che buona parte delle attività sportive in Italia sono rappresentate da quelle, così dette di base.

 

Le associazioni esercenti sport di base, trovano quali loro naturali interlocutori i così detti Enti di Promozione Sportiva (EPS) riconosciuti dal CONI.

 

Prima di tutto, un Ente di Promozione Sportiva è un’Associazione che può essere riconosciuta o meno, dunque con o senza la personalità giuridica. Al di là della qualifica rilasciata dal CONI, ciascuna di queste realtà associative è provvista di tutta una serie di altri riconoscimenti, esemplificativamente quelli del: Ministero dell’Interno per le finalità assistenziali, Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ex legge 383/2000, Ministero dell’Istruzione ex direttiva 90.

 

Volendo analizzare l’aspetto più eminentemente legato allo sport, si deve rilevare che il riconoscimento da parte del CONI avviene a seguito di una lunga istruttoria che tiene conto del numero di tesserati presenti localmente e su tutto il suolo Nazionale, nonché del numero di Società sportive affiliate in tutta la penisola con ovvie proporzioni da rispettare per garantire una copertura omogenea di tutta la compagine territoriale italiana.

 

Attualmente, il CONI ha riconosciuto dal 1946 ad oggi 15 Enti. C’è da dire che in passato taluni sigle nascevano contestualmente ad altre Organizzazioni sindacali o politiche, ad oggi gli Enti sono collegati unicamente, ciascuno con le proprie peculiarità, allo sport di base.
La situazione in perenne evoluzione vede gli EPS oggetto di una vera e propria rivoluzione copernicana, essendo alle prese con le continue modifiche che il CONI apporta agli elenchi delle discipline sportive riconosciute. Infatti, con una delibera di febbraio la Giunta Nazionale ha statuito il taglio di molte pratiche, prima caratterizzate come sportive, lasciando fuori una fetta importante dell’associazionismo di base.

 

Alla luce di quanto asserito, comprendiamo bene come onde evitare disparità tra l’agonismo ed il professionismo (professato dalle Federazioni) e l’aspetto ludico e dilettantistico dello sport (di cui si fanno portatori prettamente gli EPS) sia assolutamente necessario continuare a garantire agli EPS la possibilità di svolgere il proprio ruolo essenziale e aggregativo all’interno della società civile che, mai come in questi tempi dominati da una deriva dei valori, ha bisogno di modelli positivi che aggreghino creando uguaglianza, piuttosto che separare a tutti i costi attraverso la competizione.

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