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Piccola Scuola Circo di Milano, la forza del sogno

La ragazza è sospesa a parecchi metri da terra e le sue evoluzioni disegnano sottili traiettorie curve; si muove con la grazia di un fiocco di neve sospinto dal vento e sembra librarsi nell’aria, leggera come una piuma mentre volteggia sul trapezio, ricolmando il tendone e il mondo intero della sua struggente bellezza.

Damiel la osserva, e i suoi occhi guardando in alto descrivono piccole onde, a destra e a sinistra, rincorrendo il silenzioso fluttuare di quella figura, sospesa sotto il cielo scuro del tendone.

Le teste sollevate, il mormorio inquieto del pubblico, la ragazza sorride e d’improvviso, nel profondo del suo cuore, Damiel capisce di avere incontrato l’amore e sa che rinuncerà ad essere un angelo per poter vivere insieme a lei.

È il sublime incanto del Circo, narrato dal grande regista Wim Wenders nel film “Il cielo sopra Berlino”; un angelo che rinuncia alla sua immortalità per amore di una donna, di una triste e bellissima trapezista che lavora in un circo di periferia. L’effimero e la fisicità, sotto il tendone s’incontrano.

La sede della Piccola Scuola Circo di Milano, in Via Messina, è un tendone da circo, decorato con grandi strisce bianche e rosse. Entrando mi sento emozionato, come da bambino, quelle rare volte che i miei mi portavano a vedere il Circo appena arrivato in città, e varcare quella soglia significava per me entrare in un mondo parallelo, un mondo incantato, affascinante e terribile allo stesso tempo, dove tutto era possibile.

All’interno, i ragazzi del corso avanzato si stanno già scaldando, e dai loro movimenti intuisco subito che l’attività che stanno per fare richiede destrezza, abilità e anche una buona preparazione fisica.

La lezione entra nel vivo e l’insegnante mostra agli allievi alcuni esercizi al trapezio, per passare successivamente al lavoro con teli e funi. E così trascorro un’oretta abbondante, osservando e fotografando i ragazzi della Piccola Scuola Circo arrampicarsi in alto, sotto la volta blu del tendone, avvolgersi il corpo con dei teli per poi lasciarsi cadere rotolando a spirale; appendersi e dondolarsi, discutere tra loro ed osservare i compagni e le istruttrici.

Non c’è dubbio che una pratica di questo tipo sia un’attività sportiva di tutto rispetto, un buon artista circense è senza dubbio anche un eccezionale atleta, ma c’è qualcosa di più che attrae la mia attenzione; i ragazzi e le ragazze si muovono sui trapezi e sulle funi come se stessero recitando per un pubblico invisibile, come se ogni loro gesto fosse una pennellata su una tela immateriale, impossibile a vedersi ma tanto reale, come la loro passione. Sto parlando dell’arte espressiva, della tecnica teatrale da cui ogni artista circense non può prescindere, perché il Circo è proprio questo, è il luogo dove la pratica fisica e l’espressione artistica si incontrano e il corpo, come nella danza, è lo strumento perfetto per esprimere questa grande arte.

La Piccola Scuola Circo è una Associazione Sportiva Dilettantistica affiliata allo C.S.E.N. Milano, senza fine di lucro, che opera per fini sportivi, ricreativi e culturali, ed è stata la prima in Italia a proporre un percorso didattico strutturato nel campo delle Arti Circensi.

L’attività principale della Scuola è ovviamente legata alla didattica, che parte dai più piccoli (il primo corso è per bambini dai 3 ai 7 anni), per arrivare fino ai corsi di tecniche circensi per adulti.

Scopo della Scuola è quello di divulgare una disciplina sportiva particolare e ancora poco nota, alternativa a quelle più conosciute. Attualmente conta all’incirca 300 iscritti, con un’età variabile dai tre ai quarant’anni. Lo staff dei docenti comprende insegnanti laureati in Scienze Motorie e artisti professionisti nel campo delle Arti Circensi, integrando in questo modo saperi ed esperienze, in maniera trasversale.

Una delle particolarità della Scuola la si trova nel fatto che stiamo parlando di un’attività sportiva a tutti gli effetti, ma priva del lato competitivo, se non dal punto di vista della sfida personale che l’artista perpetua con sé stesso e i suoi limiti.

L’attività motoria svolta è completa, e le importanti funzioni di aggregazione sociale sono sotto gli occhi di chiunque abbia voglia di fermarsi ad osservare questi ragazzi, che durante la lezione interagiscono, collaborano, si aiutano e si incitano a vicenda.

E poi c’è l’aspetto ludico, che è fondamentale in ogni attività sportiva e ricreativa.

Tutto questo concorre a creare un’opportunità affascinante, che consente ad allievi di ogni età di affrontare un percorso non solo formativo dal punto di vista psico fisico e motorio, ma anche dal punto di vista espressivo, dove il linguaggio del corpo si traduce in forza interiore, e diventa una forma di comunicazione che ha a che fare con l’arte.

L’arte come educazione quindi, e una offerta formativa non convenzionale, come proposta didattica per lo sviluppo delle potenzialità individuali.

I ragazzi, al di sotto della cupola azzurra del telone, raccontano fiabe.

Sono le loro storie, i loro sogni, e il fascino delle loro acrobazie suscita emozioni antiche, dove la purezza dei gesti e la forza del sogno sono una musica dolce, ancora capace di trasportarci lontano.

http://www.piccolascuoladicirco.it

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