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Posso tesserare un migrante nella mia associazione?

La crescita esponenziale del fenomeno migratorio impone una doverosa riflessione sulle politiche di integrazione ed in particolare sulla possibilità o meno di ammettere in qualità di socio o tesserato il migrante.

Preliminarmente chiariamo che quanto verrà affrontato in questo articolo concerne unicamente la situazione del migrante provvisto dello status di richiedente asilo, ossia il soggetto che arrivato sul territorio italiano fa la relativa domanda.

Partendo dal dato di fatto che lo sport è per antonomasia mezzo di aggregazione sociale, lo Stato ha sempre mostrato grande favore in tal senso, realizzando dal 2014 ad oggi diversi Accordi Programma tra MIUR, Ministero dell’Interno, Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e CONI, nonché creando bandi e progetti ad hoc per rispondere alla crescente esigenza di integrazione.

Si deve sottolineare che, al momento in cui viene effettuata la domanda d’asilo, la Prefettura rilascia un permesso di soggiorno temporaneo e contestualmente il codice fiscale o un codice identificativo numerico.

Alla luce di quanto appena affermato, comprendiamo perfettamente che il richiedente asilo, essendo in possesso di documenti identificativi, può essere tesserato e ha pieno diritto di praticare l’attività sportiva.

Bisogna essere consci che se, da un lato, molto viene fatto in diversi settori per integrare lo straniero, dall’altro, solo il settore dello sport si è mostrato pienamente inclusivo, testimoniando l’importanza socio-culturale rivestita dai valori da esso trasmessi.

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